Quesiti e approfondimenti

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TUTTE LE NOVITÀ IN MATERIA LAVORO

PART-TIME VERTICALE O CICLICO: CALCOLO DELL’ANZIANITÀ CONTRIBUTIVA

Circolare INPS n. 74 del 4 maggio 2021

Sono fornite indicazioni sulla nuova modalità di calcolo dell’anzianità contributiva di diritto (ex Legge di Bilancio 2021), con riferimento alla valorizzazione del tempo non lavorato nei rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale di tipo verticale o ciclico.

 AMMORTIZZATORI SOCIALI EX DL SOSTEGNI

Circolare INPS n. 72 del 29 aprile 2021

L’INPS illustra le principali misure in materia di ammortizzatori sociali COVID-19 previsti dal Decreto Legge n. 41/2021 (c.d. Decreto Sostegni) e fornisce indicazioni operative riguardanti il conguaglio delle prestazioni CIGO, CIGD e Assegno ordinario sulla denuncia UniEmens.

PERMESSI 104: FRUIZIONE FRAZIONATA ANCHE IN CASO DI LAVORO AGILE

Nota INL n. 7152 del 26 aprile 2021

In considerazione dell’ampio utilizzo dello smart working durante il periodo di emergenza da COVID-19, è stata avanzata all’Ispettorato nazionale del lavoro richiesta di chiarimenti riguardo lo svolgimento della prestazione in modalità agile e l’utilizzo da parte dei lavoratore dei permessi previsti dalla Legge 104. A tale proposito, l’INL ammette la fruibilità frazionata ad ore dei suddetti permessi, laddove le esigenze personali del lavoratore risultino incompatibili con la propria organizzazione in modalità agile.

 PERIODI DI QUARANTENA E ASSENZE DEI LAVORATORI FRAGILI

Messaggio INPS n. 1667 del 23 aprile 2021

L’Istituto conferma la tutela dell’equiparazione:

  • a ricovero ospedaliero dell’assenza dal lavoro da parte dei lavoratori fragili, impossibilitati a svolgere l’attività in modalità agile, per i periodi dal 17 marzo al 31 dicembre 2020 e dal 1° gennaio al 30 giugno 2021;
  • a malattia dei periodi trascorsi dai lavoratori sottoposti a provvedimenti di quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

“DECRETO RIAPERTURE”: PROROGA DELLO STATO DI EMERGENZA E DEL LAVORO AGILE SEMPLIFICATO

Decreto Legge n. 52 del 22 aprile 2021 (G.U. n. 96 del 22 aprile 2021)

Il c.d. “Decreto Riaperture”, che introduce misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali, proroga, fino al 31 luglio 2021, lo stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, con conseguente differimento dei termini ad esso correlati, tra cui le disposizioni in materia di lavoro agile semplificato e di sorveglianza sanitaria eccezionale.

PREMI DI RISULTATO: RIDETERMINAZIONE DEL PERIODO CONGRUO PER COVID-19

Risposta Agenzia delle Entrate n. 270 del 20 aprile 2021      

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che la rideterminazione del periodo congruo di riferimento per la valutazione del risultato incrementale, dovuta all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e al contestuale blocco delle attività lavorative, non incide sulla detassazione dei premi di risultato con aliquota agevolata al 10%.

IL RIMBORSO SPESE AI DIPENDENTI IN SMART WORKING NON È IMPONIBILE

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta a Interpello n. 314 del 30 aprile 2021, ha analizzato il caso di una società che vuole sottoscrivere un accordo sindacale di secondo livello o adottare un regolamento aziendale per disciplinare il trattamento economico e normativo delle prestazioni fornite dai propri dipendenti che usufruiscono del c.d. smart working.

In particolare, la società intende concedere a ogni lavoratore una somma a rimborso delle spese delle quali il lavoratore si deve far carico per svolgere la propria attività lavorativa secondo le modalità del lavoro agile.

Sulla base di diversi e precisi parametri (tipologia di spesa, risparmio giornaliero per la società stessa, costo giornaliero per dipendente in smart working) sono stati valutati i costi relativi al consumo di energia elettrica per l’utilizzo di un computer e di una lampada, i costi per i servizi igienici nonché del riscaldamento invernale. È stato così stabilito un rimborso pari a 0,50 euro per ogni giorno di lavoro in smart working, anche se l’importo effettivo risulta inferiore rispetto al risultato del costo giornaliero stimato pari a 0,5105 euro.

Con specifico riferimento al caso di specie, l’Agenzia delle Entrate ritiene che le somme corrisposte a titolo di rimborso ai propri dipendenti in smart working non siano imponibili ai fini IRPEF, non costituendo reddito da lavoro dipendente.

Ciò in quanto la quota dei costi da rimborsare al lavoratore si considera riferibile a consumi sostenuti nell’interesse esclusivo del datore di lavoro, individuati sulla base di elementi oggettivi e documentalmente accertabili.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate si basa su quanto disposto dalla Circolare n. 326/E/1997 e dalle Risoluzioni n. 178/E/2003 e n. 357/E/2007; di conseguenza, sono escluse dalla base imponibile del reddito del lavoratore tutte quelle somme che, anche se corrisposte dal datore di lavoro, non costituiscono un arricchimento in capo al beneficiario, ma si configurano quale mera reintegrazione patrimoniale di un costo sostenuto nell’esclusivo interesse del datore di lavoro stesso.

L’Agenzia ricorda poi che in sede di determinazione del reddito di lavoro dipendente, le spese sostenute dal lavoratore e rimborsate in modo forfetario sono escluse dalla base imponibile solo nell’ipotesi in cui il legislatore abbia previsto un criterio volto a determinarne la quota che, dovendosi ritenere riferibile all’uso nell’interesse del datore di lavoro, può essere esclusa dall’imposizione.

Circa la modalità di determinazione dell’ammontare della spesa rimborsata, nella Risoluzione n. 74/E/2017 è stato affermato che qualora il legislatore non abbia provveduto ad indicare un criterio ai fini della determinazione della quota esclusa da imposizione, le spese sostenute dal dipendente nell’esclusivo interesse del datore di lavoro devono essere determinate in base a elementi oggettivi e documentalmente accertabili al fine di evitare che il rimborso ricorra alla determinazione del reddito di lavoro dipendente.

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