Il fringe benefit nella nuova Legge di bilancio 2020

La legge di bilancio 2020 (Art. 1 commi 632-33) ha varato la manovra definitiva inerente la fiscalità delle auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti e ai lavoratori “parasubordinati”. La manovra è intervenuta in materia di determinazione del cosiddetto fringe benefit (reddito da lavoro dipendente in natura) imponibile in capo al dipendente, prevedendo un sistema impositivo che tenderebbe a premiare le scelte “green” da parte delle aziende, nell’organizzazione della propria flotta aziendale. Il fringe benefit nella nuova Legge di bilancio 2020 sarà infatti basato sulle emissioni di CO2 degli autoveicoli e, seppur ridimensionando le prime bozze della manovra, comporterà un inasprimento della tassazione. Se infatti da un lato la quota di base imponibile si ridurrà al 25% per i veicoli a minor impatto ambientale, dall’altro si prevede di raggiungere, nel 2021, una quota del 60% per i veicoli che producono emissioni di CO2 superiori a 190g/km.

La nuova normativa si applicherà agli “autoveicoli indicati nell’art. 54, c. 1, lett. a), c) e m) del codice della strada, di cui al D.Lgs. 285/1992, i motocicli e i ciclomotori di nuova immatricolazione, concessi in uso promiscuo con contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020”. 

Rispetto alla norma attuale, resta immutata la modalità di determinazione del fringe benefit in quanto si assumerà sempre una quota dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15 mila chilometri, calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle ACI (AGGIORNATE DAL PRIMO GENNAIO AL 30 GIUGNO 2020) al netto degli ammontari eventualmente trattenuti al dipendente.

La novità incide proprio sulle quote da applicarsi a detto importo pari al:

  • il 25 per cento per i veicoli con valori di emissione di anidride carbonica superiori a 60 g/km
  • 30 per cento per i veicoli con valori di emissione di anidride carbonica superiori a 60 g/km ma non a 160 g/km.
  • 40 per cento per i veicoli con valori di emissione di anidride carbonica superiori a 160 g/km ma non a 190 g/km, la predetta percentuale è elevata al 40% per l’anno 2020 e al 50% a decorrere dall’anno 2021.
  • 50 per cento per i veicoli con valori di emissione di anidride carbonica superiori a 190 g/km, la predetta percentuale è pari al 50% per l’anno 2020 e al 60% a decorrere dall’anno 2021

La decorrenza delle modifiche è stata fissata dalla Legge ai contratti stipulati dal 1° luglio 2020. Ne consegue che per tutti i veicoli con qualunque valore di emissione di anidride carbonica, concessi in uso promiscuo con contratti stipulati entro il 30 giugno 2020, resterà in vigore, anche successivamente al 1° luglio 2020, la disciplina prevista dall’articolo 51, comma 4, lettera a), del Tuir,  vigente al 31 dicembre 2019 e quindi, la percentuale generalizzata nella quantificazione del benefit del 30% sui 15mila chilometri (4.500 km).

La disposizione parla inoltre di mezzi di “nuova immatricolazione”, per cui letteralmente le modifiche non dovrebbero rendersi applicabili ai contratti stipulati anche dopo il 30 giugno 2020, ove riferiti a mezzi già immatricolati. È dubbio, inoltre, cosa si intenda per “contratti stipulati dal 1° Luglio 2020”, cioè non è chiaro a quale contratto il Legislatore intende riferirsi, se al contratto di acquisto del mezzo intercorso tra l’azienda e il fornitore del veicolo o il momento in cui il dipendente sceglie l’auto. A tal proposito si auspica un chiarimento da parte dell’Agenzia.

Restano invece invariate le regole per la deducibilità ai fini IRES, pari al 70% del costo del veicolo senza limiti di valore, assegnato ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta. Diversamente, nel caso di veicoli concessi in uso promiscuo agli amministratori si applica il limite fiscale pari a 18.075.99 euro, deducibile fino a concorrenza del fringe benefit e al 20% per l’eccedenza.

Per completezza, si ricorda che ai fini IVA le auto date in uso promiscuo ai dipendenti, per le quali il datore di lavoro richieda uno specifico corrispettivo (nel caso in cui l’importo del fringe benefit venga fatturato), si considerano a tutti gli effetti veicoli strumentali all’esercizio dell’attività d’impresa (Risoluzione 20 febbraio 2008, n.6/DPF). Pertanto, l’Iva sarà integralmente detraibile e la base imponibile sarà costituita dal fringe benefit (art. 13 comma 3 lettera d), DPR 633/72)

La manovra inerente il fringe benefit, nella nuova Legge di bilancio 2020, premierebbe quindi la scelta “green” sia in capo al dipendente ma anche in capo all’impresa, comportando minori ritenute Irpef e previdenziali ed eventuale IVA.

Potrebbe rivelarsi positivo per le imprese operare attente valutazioni in merito ad opportunità future, in quanto non si esclude che la linea del legislatore continuerà a seguire obbiettivi di ecosostenibiità, comportando una convenienza ad operare tali scelte anche in capo alle imprese.

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