Test di vitalità nella fusione – assenza di costi del personale

Pubblicato su Plus Plus Fisco, Il Sole 24Ore

D: Si può considerare superato il test di vitalità per l’utilizzo delle perdite quando la società oggetto del test possiede ricavi superiori al 40% rispetto alla media del biennio anteriore (e anche nella frazione di anno antecedente la delibera di fusione) ma evidenzia la totale assenza di costi relativi al personale dipendente (carenza dovuta al fatto che la società non ha mai occupato personale)? 

R: Si evidenzia che, ai sensi della Ris. AdE del 29 ottobre 2002, n. 337/E, ai fini del superamento del “test di vitalità” ex art. 172, co. 7, DPR 917/86, l’assenza di costi per il personale dipendente negli ultimi bilanci delle società di cui si vogliono riportare le perdite a seguito della fusione non è, da sola, sintomo di scarsa vitalità aziendale, in modo particolare per le società holding pure (a tal riguardo, vedasi pure la Ris. AdE del 10 aprile 2008, n. 143/E). Stante le esigue informazioni di cui al quesito e fermo restando il rispetto di tutti gli altri requisiti previsti dalla legge, si ritiene necessario presentare apposita istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate ex art. 11, co. 2, L. 212/2000, ai fini della disapplicazione della norma antielusiva in oggetto, come chiarito nei citati documenti di prassi. 

 

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ATTENZIONE: La risposta ai quesiti è stata formulata attenendosi alle leggi vigenti all’epoca della richiesta. Pertanto si consiglia di verificare se da detta data sono state emanate delle norme o delle disposizioni ministeriali che hanno modificato il trattamento dell’oggetto del quesito.