Quesiti e approfondimenti

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Deducibilità oneri presenti nelle cartelle esattoriali

1. INTERESSI DI MORA

Secondo la giurisprudenza gli interessi per il tardivo pagamento delle imposte non rappresentano un onere accessorio dell’imposta, ma autonomi effetti di un rapporto tributario che trova fondamento in un fatto ben preciso: il ritardo nella riscossione dell’imposta.

In particolare, la Cassazione (sent. n. 12990 del 4 giugno 2007) ha affermato che gli interessi passivi trovano unica e specifica disciplina, ai fini delle imposte sui redditi, nell’ex. art. 63 (ora art.96) del D.P.R. n. 917/86 e nel suo ambito applicativo vanno ricondotte anche le somme corrisposte dal contribuente ai sensi del D.P.R. n. 602/73, tra cui gli interessi di mora.

In pratica tale sentenza afferma la piena legittimità della deduzione degli interessi relativi ad imposte non versate o versate in ritardo, perché:

–     gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo delle imposte a seguito della liquidazione operata dall’ufficio non sono equiparabili alle sanzioni, in quanto sono espressamente correlati alle imposte o maggiori imposte dovute in funzione compensativa del ritardo nell’esenzione;

–     la loro deducibilità non può quindi essere esclusa posto che la disciplina non pone alcun limite alla deducibilità degli interessi passivi in funzione dell’evento cui gli stessi sono collegati o della natura dell’onere di cui sono accessori.

Infine, in base allo stesso art.96, non avendo gli interessi di mora per ritardato pagamento natura finanziaria, non soggiacciono ai limiti previsti (capienza degli interessi attivi, limite del 30% del ROL), ma sono deducibili totalmente nell’esercizio di pagamento (criterio di cassa dell’art.109 co.7 del TUIR) se inerenti all’attività d’impresa.

2. COMPENSI DI RISCOSSIONE

Per quanto riguarda la deducibilità ai fini IRES dei compensi di riscossione esposti nelle cartelle esattoriali di Equitalia vi sono pareri contrastanti. Alcuni ritengono che tali costi possano essere equiparati a degli oneri accessori rispetto al tributo esposto in cartella e, quindi, seguire la deducibilità o l’indeducibilità di quanto esposto nella cartella; altri, invece, ritengono che il compenso di riscossione corrisposto su una cartella esattoriale non rispetti il requisito di inerenza, ai sensi dell’art. 109 c. 5 del Tuir, trattandosi di un onere derivante dal comportamento scorretto del contribuente, e non possa di conseguenza essere considerato un componente negativo deducibile ai fini IRES.

Pertanto, qualora si considerino deducibili si potrebbe incorrere, in sede di controlli, a contestazione da parte dell’Amministrazione Finanziaria. Altrimenti si può assumere una posizione prudenziale considerandoli non deducibili.

3. DIRITTI E SPESE ESECUTIVE, DIRITTI DI NOTIFICA

I diritti e spese esecutive e i diritti di notifica possono essere assimilati ai compensi di riscossione, in quanto costi addebitati relativi alla procedura  e quindi rimandiamo a quanto detto al punto precedente.

4. SOMME AGGIUNTIVE LAVORATORI PARASUBORDINATI

Infine, per quanto riguarda la voce “somme aggiuntive lavoratori parasubordinati”, compresa nella voce “importo tributi” essa rappresenta un importo maturato in seguito al ritardato versamento dei contributi previdenziali, ossia una sanzione tributaria ed in quanto tale va imputata come costo. In merito alla loro deducibilità valgono le stesse considerazioni fatte per i compensi di riscossione.

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