QUESITI VARI

Tema del quesito: 

Nota spese trasferta – Obbligo marca bollo 1,81

Data di pubblicazione: 

2011-08-05

Domanda: 

Obbligo di applicazione o meno della marca da bollo da Euro 1,81 alla nota spese di dipendenti ed amministratori in trasferta; regolarità dell’applicazione dei bolli a note spese precedenti, possibilità e modalità di pagamento dell’imposta di bollo virtuale; obbligo, o meno, di applicazione di un’ulteriore marca da bollo sulla nota spese di trasferta qualora sia stata accredita una somma a titolo di fondo cassa che ha già scontato, in origine, l’imposta.


 
 

Risposta:


QUESITO N.1: obbligo di applicazione o meno della marca da bollo da Euro 1,81 alla nota spese di dipendenti ed amministratori in trasferta.

In particolare, sul punto precisiamo che in termini generali l’I.V.A. e l'imposta di bollo sono tributi alternativi tra loro, nel senso che l'applicabilità dell'uno esclude l’altro. Inoltre, sulla questione proposta, l’Amministrazione Finanziaria si è espressa in varie occasioni sottolineando che l'imposta di bollo è dovuta, nella misura di Euro 1,81 per ogni esemplare per le “fatture, note, conti e simili documenti, recanti addebitamento o accreditamento, anche non sottoscritti, ma spediti o consegnati pure tramite terzi, ricevute e quietanza rilasciate dal creditore, o da altri per suo conto, a liberazione totale o parziale di una obbligazione pecuniaria”, così come indicato dall'art. 13, parte I, della Tariffa allegato A, al D.P.R. 20 ottobre 1972, n. 642.

 

Di conseguenza, stando a quanto appena indicato, è evidente che indipendentemente dal soggetto che redige la nota spese, la stessa se di importo superiore ad Euro 77,47 sarà sempre soggetta all’imposta di bollo di Euro 1,81 rappresentando “titolo di credito e quietanza”.

 

QUESITO N.2: regolarità dell’applicazione dei bolli a note spese precedenti, possibilità e modalità  di pagamento dell’imposta di bollo virtuale

 

Sul punto facciamo presente che, poiché le marche da bollo riportano la stampigliatura della data di emissione, provvedere ora all’applicazione delle stesse sulle note spese di trasferta passate non è opportuno, in quanto si assisterebbe ad una divergenza temporale tra la data di presentazione delle note spese e quella riportata sulla marca da bollo (in particolare la prima risulterebbe antecedente alla seconda, cosa che, invece, è valida solo in caso contrario). Questo comportamento segnalerebbe una situazione “patologica” di non corretto assolvimento dell’imposta.

 

Di conseguenza, per il “passato”, la soluzione  alla problematica deve essere ricercata nella lettura combinata dei disposti di cui agli articoli 25 e 37 D.P.R. n. 642/72 secondo cui: “chi non corrisponde, in tutto o in parte, l’imposta di bollo dovuta sin dall’origine è soggetto, oltre al pagamento del tributo, ad una sanzione amministrativa dal 100% al 500% dell’imposta o della maggiore imposta”, ed inoltre, “l’Amministrazione finanziaria può procedere all’accertamento delle violazioni alle norme del presente decreto entro il termine di decadenza di tre anni a decorrere dal giorno in cui è stata commessa la violazione”, tuttavia la decadenza non autorizza all'uso dell'atto, che è comunque soggetto all'imposta al momento dell'uso.

Calandosi concretamente nel vostro caso, ad oggi, l’accertabilità dell’omessa applicazione delle marche da bollo potrà essere fatta valere da parte dell’Amministrazione finanziaria fino a luglio 2008, applicando una sanzione variabile dal 100% al 500% dell’imposta dovuta, oltre al versamento della stessa. Di conseguenza, se possibile, consigliamo di regolarizzare l’imposta di bollo almeno sulle note spese emesse negli ultimi 12 mesi (termine massimo per l’effettuazione del ravvedimento, nel Vostro caso, ad oggi luglio 2010) mediante ricorso all’istituto del ravvedimento operoso. Sul punto precisiamo che con decorrenza 1 febbraio 2011, sono state elevate le sanzioni ridotte previste in caso di ravvedimento (Cfr.: D.M. 7 dicembre 2010) nella seguente misura:

a) 1/10 del minimo (contro 1/12 - fino al 31 gennaio 2011), se la regolarizzazione dell'omesso o insufficiente versamento di imposte o acconti viene effettuata entro 30 giorni oltre la scadenza naturale, dal quale decorre tale termine (cd. Ravvedimento breve);

b) 1/8 del minimo (contro 1/10 - fino al 31 gennaio 2011), se la regolarizzazione dell'omesso o insufficiente versamento viene effettuata oltre 30 giorni dalla scadenza naturale, ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista la dichiarazione, entro un anno dall'omissione o dall'omesso o insufficiente versamento (cd. Ravvedimento lungo);

Alla luce di quanto illustrato sarà sufficiente recarsi presso una tabaccheria e richiedere l’emissione di marca da bollo da Euro1,81 comprensiva dell’eventuale ravvedimento che verrà eseguito direttamente sul posto comunicando la data riportata in nota spese.

 

Per quanto riguarda, invece, la seconda parte del quesito (pagamento dell’imposta di bollo in modo virtuale) precisiamo quanto segue. Facciamo presente, innanzitutto, che l'assolvimento in questo caso dell'imposta di bollo può avvenire in modo virtuale e, per ottenere l'autorizzazione relativa, l'interessato deve presentare, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, apposita domanda,  corredata da una dichiarazione sottoscritta contenente l'indicazione del numero presuntivo degli atti e documenti che potranno essere emessi durante l'anno.

 

Tale comunicazione deve contenere quindi:

- il numero di registrazioni che si presume saranno emessi nel corso dell'anno;

- l'imposta dovuta;

- gli estremi dell'avvenuto pagamento.

Il pagamento dell'imposta dovuta deve essere effettuato con il modello F23.

 

Entro il 31 del mese di gennaio, il contribuente deve poi presentare, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, all'Ufficio territoriale dell'Agenzia delle entrate una dichiarazione, contenente l'indicazione del numero degli atti e documenti effettivamente emessi nell'anno precedente distinti per voce di tariffa.

L'Agenzia delle entrate a sua volta, dopo opportuni accertamenti, procederà alla liquidazione definitiva dell'imposta dovuta per l'anno precedente, imputando la differenza a debito o a credito dell'imposta dovuta per l'anno in corso.

Tale imposta definitiva nell'ammontare determinato dall'Agenzia viene assunta come base provvisoria per la liquidazione dell'imposta per l'anno in corso.

L'Agenzia, quindi, sulla base della dichiarazione annuale presentata dal contribuente, liquiderà l'imposta definitiva per l'anno precedente, al netto di quanto corrisposto in via provvisoria.

Conseguentemente notificherà al contribuente apposito avviso con il quale chiede in pagamento sia l'imposta definitiva dovuta per l'anno precedente sia quella provvisoria dovuta per l'anno in corso, per un importo pari all'imposta definitiva dell'anno precedente.

Qualora alla liquidazione dell'imposta definitiva emerga un credito a favore del contribuente questo viene computato in compensazione dell'imposta provvisoria per l'anno in corso.

Il pagamento dell'imposta deve essere eseguito dal contribuente utilizzando il Modello F23.

 

Da un punto di vista pratico, i contribuenti che hanno ottenuto l'autorizzazione all'assolvimento virtuale dell'imposta di bollo, hanno l'obbligo per gli atti e i documenti diversi da quelli trasmessi telematicamente, per i quali sia stata rilasciata l'autorizzazione, di recare la dicitura chiaramente leggibile indicante il modo di pagamento dell'imposta e gli estremi della relativa autorizzazione, utilizzando la seguente formula: “Imposta di bollo assolta in modo virtuale su autorizzazione n. rilasciata dalla Direzione regionale delle entrate di ______, il ___ /___/___”.

 

Infine, per completezza sull’argomento trattato, l'autorizzazione di cui ai precedenti commi si intende concessa a tempo indeterminato e può essere revocata con atto da notificarsi all'interessato.

L'interessato, che intenda rinunziare all'autorizzazione, deve darne comunicazione scritta all'Agenzia delle entrate presentando contestualmente la relativa dichiarazione per il periodo compreso dal 1° gennaio al giorno da cui ha effetto la rinunzia. Il pagamento dell'imposta risultante dalla liquidazione definitiva dovrà essere effettuato nei venti giorni successivi alla notificazione della liquidazione.

 

Per il reperimento della modulistica, consigliamo di prendere contatti direttamente con l’Agenzia delle Entrate, oppure di consultare il sito www.agenziaentrate.it

 

QUESITO N.3: l’obbligo, o meno, di applicazione di un’ulteriore marca da bollo sulla nota spese di trasferta qualora sia stata accredita una somma a titolo di fondo cassa che ha già scontato, in origine, l’imposta.

 

Sul punto, stando alla normativa vigente (art. 13, parte I della Tariffa allegato A D.P.R. n. 642/1972) ed alle note esplicative allegate al citato dispositivo “l’imposta non è dovuta … per la quietanza, o ricevuta apposta sui documenti già assoggettati all’imposta di bollo o esenti”.

 

Di conseguenza, alla luce di quanto appena citato, la marca da bollo non deve essere applicata solo nel caso in cui vi sia una coincidenza tra lettera di accredito e nota spesa (in sostanza la norma si riferisce all’ipotesi in cui il documento sia uno soltanto: si pensi ad esempio ai libri contabili oggetto di bollatura cui non deve essere applicata l’ulteriore marca da bollo ogni cento pagine).

Poiché, nel vostro caso, questa ipotesi non si viene a verificare, l’unico modo affinchè la nota spese non assuma i connotati di quietanza è quella di ricondurla a mero documento giustificativo/riepilogativo e/o di rendicontazione di quanto oggetto di spesa in trasferta.

 

Pertanto, consigliamo di modificare lo schema di “nota spese” attualmente in uso, in modo da inserire una formula di conteggio a scalare che consenta di stabilire un legame tra la nota spese e la lettera di accredito tale da chiarire il fatto che l’imposta di bollo di Euro 1,81 è già stata assolta. Inoltre, è opportuno, in fase di archiviazione e protocollazione,“pinzare” dietro alla nota spese anche una copia della lettera di accredito di denaro che ha già scontato la l’imposta di bollo.

 

Infine, per completezza sull’argomento trattato, facciamo presente che qualora la nota spese ecceda l’importo oggetto di accredito della lettera, e questa eccedenza risulti superiore ad Euro 77,47, allora anche sulla nota spese dovrà essere applicata la marca da bollo in questione in quanto documento riconducibile a “… ricevute e quietanze rilasciate dal creditore, o da altri per suo conto, a liberazione totale o parziale di un’obbligazione pecuniaria: per ogni esemplare”, e non a mero rendiconto giustificativo delle spese sostenute.

Torna indietro

 

ATTENZIONE: La risposta ai quesiti è stata formulata attenendosi alle leggi vigenti all'epoca della richiesta. Pertanto si consiglia di verificare se da detta data sono state emanate delle norme o delle disposizioni ministeriali che hanno modificato il trattamento dell'oggetto del quesito.