IVA agevolata del 4% sui lavori di ultimazione “prima casa” – Comodatario

Pubblicato su Plus Plus Fisco, Il Sole 24Ore

D: Un contribuente, comodatario di un immobile in corso di costruzione (di proprietà dei genitori), che a lavori terminati sarà utilizzato dal medesimo come “prima casa”, chiede se può applicare l’IVA al 4% per i lavori di ultimazione dell’immobile stesso. Il comodatario risulta essere soggetto committente di lavori in quanto titolare del permesso di costruire.

R: Dalle informazioni fornite nel quesito in oggetto, non si ritiene applicabile l’aliquota IVA ridotta pari al 4% (ex n. 39 della Tabella A, Parte II, allegata al DPR 633/1972, prevista per le prestazioni di servizi, dipendenti da contratti di appalto, relativi alla costruzione di case di abitazione non di lusso con le caratteristiche “prima casa”), dal momento che con tale aliquota ridotta vengono agevolati generalmente i soggetti che, in presenza di condizioni specifiche (previste nella Nota II-bis all’art. 1 della Tariffa, Parte I, allegata al DPR 131/1986, c.d. requisiti “prima casa”), acquisiscono la proprietà o un altro diritto reale immobiliare sulla casa di abitazione non di lusso oggetto di costruzione. Pertanto, il comodatario non può beneficiare dell’aliquota IVA ridotta del 4%, in quanto tale soggetto viene a qualificarsi in concreto come mero utilizzatore dell’abitazione, non vantando alcun diritto reale immobiliare sull’abitazione medesima (vedasi la Circolare del Ministero delle Finanze del 30/11/2000, n. 219/E, nel punto in cui precisa che la “ratio” fondamentale delle disposizioni in tema di “prima casa” è quella di voler favorire, attraverso un carico fiscale attenuato, l’acquisizione della “prima casa”, normalmente destinata a costituire l’abitazione principale dell’acquirente). 

Per maggiori informazioni rivolgiti ai nostri esperti di consulenza aziendale all’indirizzo info@admassociati.it 

©Riproduzione Riservata

ATTENZIONE: La risposta ai quesiti è stata formulata attenendosi alle leggi vigenti all’epoca della richiesta. Pertanto si consiglia di verificare se da detta data sono state emanate delle norme o delle disposizioni ministeriali che hanno modificato il trattamento dell’oggetto del quesito.